Sul concetto di Armonia

Ovvero il miracolo della Poesia

In ogni singolo foglio è già contenuto il patrimonio genetico di un’anima non ancora visibile. Sono creature che gemono in silenzio, pregando che qualcuno possa cogliere la loro voce naturale senza essere storpiata dall’idea. Ma in quell’anima, impronta fossile di ciò che è stato albero, è cicatrizzata la forza mercuriale della natura. Basta un po’ di colore leggero e velato che l’anima ancestrale della vita riaffiora, mostrando l’indicibile bellezza di cui essa è dotata. Forme ctonie splendono nuovamente alla luce della nostra anima; siamo così in grado di ammirarle di nuovo nello scorrere silenzioso del tempo. Nel foglio è già conservato tutto ciò che dovrà essere narrato. Il colore non dovrà essere autoritario, ma unirsi in amore con ciò che è e ciò che sarà. Solo così arriveremo a sprofondare con lo spirito nella cadenza dolce di giochi armonici e strutture leggere che scompariranno per poi ricomparire di nuovo, come nuvole che mutano continuamente forma. Non dobbiamo avere paura di ciò che non riusciamo ancora a vedere, perché solo l’occhio interiore e indefesso dell’anima riesce a illuminare ciò che prima era apparentemente velato dall’anonimato. Il foglio è già storia, racconto foriero di un disegno che verrà; per questo il colore non dovrà sovrapporsi con arroganza ma cogliere tutte le deformità e le imperfezioni che rendono unico e irripetibile il supporto su cui andiamo a oggettivare la nostra sensibilità pittorica. Coloro che vivono di creatività, sono talvolta soggetti a delle crisi creative che riescono a superare in un modo soltanto: lavorando. Ma come possiamo esaurirci, se ciò che affiora non è la nostra idea ma il nostro univoco sentire? Come possiamo vivere periodi di spaesamento se tutto è già pronto per nascere ed essere visto anche dagli uomini più sordi? Occorre fede, silenzio e amore per attendere il momento in cui la sensibilità umana e quella naturale delle cose si fondano armonicamente con il Tutto. Le barriere tra sogno e realtà vengono per sempre trascese, in quanto nella pittura entrambi i fenomeni coesistono. Così come il colore accompagnerà l’anima verso la vita, la voce poetante del pittore si trasformerà in oggetto visibilmente concreto, vivo e vibrante, mentre mille echi giunti dalla realtà esterna risuoneranno nella cassa armonica del sentimento. Nelle superfici già immerse di colore, siano pure di dimensioni molto ridotte, è sempre presente un ampio spazio su cui portare la mente al pascolo. Essa ne esplora il nitore, accarezza le forme per individuarne la presenza, disseziona gli aspetti visibili per poterli ricomporre in intarsi inediti. Grappoli iridescenti d’immagini affiorano dallo spazio su cui la mente naviga in un accentuato e gioviale sentimento. Poi spetta ad essa il compito più difficile: cogliere tra il caos di quelle immagini, l’anima vera che si nasconde dietro questo chiacchiericcio poetico di voci che tendono a sovrapporsi l’una sull’altra, senza un ordine preciso. Entra così in gioco colei che unisce i mondi dopo essere stati sezionati dal finissimo bisturi del motivo contemplante. Il passo leggero e danzante di una matita individua la forma, scoprendola nuda in tutta la sua esangue bellezza ancora nascente. I confini egoici della mente sono stati ormai abbattuti e superati dalla forza creativa. Il miracolo è avvenuto: l’anima si è sciolta dai meccanismi strutturali e logici dello spirito. Essa è libera di pullulare nell’immaginario fantastico, divenuto reale, del supporto cartaceo. I doni lirici delle anime sono infiniti quanto infinite sono le creature che aspettano di essere individuate per diventare visibili agli occhi di coloro che vedono la realtà in modo ancora asettico. L’irripetibile slancio della giovinezza si ripete così ogni volta, quando l’atto creativo pone avvio ad una nuova nascita. Tendere all’armonia, significa interiorizzare la soluzione formale nella sua interezza mantenendo l’impulso prepoetico e originario. Occorre mantenere la volubilità della forma se essa si ostina a varcare i propri confini, spingendosi verso una forza oscura e illimitata che il colore provvede a rinforzare. Non dobbiamo impedire che essa si muova nello spazio con la stessa leggerezza in cui è sorta dinnanzi all’occhio interiore della sensibilità creativa. Lo stetoscopio della nostra anima andrà ad auscultare la nuova voce poetante; essa sentirà il suo battito come lei sentirà il nostro, per unirsi nell’unica pulsazione della vita. Suoneranno all’unisono: ecco il volto dell’Armonia. Le maschere dell’abitudine e la volgarità dell’ottuso sentire scompariranno, quando il fantastico nitore della pittura si manifesterà in tutta la sua melanconica bellezza.

Una donna distratta

Il vecchio vola


Lo vidi volare con l'ultimo fiore colto tra le dita.
Il brivido della leggerezza percorse la sua anima,
- divenne cenere di luce che evapora su sprazzi d'aria -

Mostra personale a Milano: LA POESIA DELL'IMMAGINE


SOFIA RONDELLI
La Poesia dell’Immagine: Melodia, Armonia e Leggerezza delle Forme

SpaziArti Ungallery
Corso Buenos Aires, 23 - Milano
http://www.spaziarti.com/ info@spaziarti.com
statart@gmail.com

Inaugurazione mercoledì 20 ottobre ore 18:30, fino al 13 novembre 2010

SpaziArti Ungallery presenta la mostra SOFIA RONDELLI – La Poesia dell’Immagine: Melodia, Armonia e Leggerezza delle Forme, a cura di StatArt (Daniela Pacchiana, Jessica Paolillo e Carmen Tatò), una delle prime personali dell’artista.

Giovanissima artista di talento, dalla spiccata sensibilità artistica che mostra già una personale e raffinata ricercatezza stilistica. Venticinque opere, la maggior parte delle quali esposte al pubblico per la prima volta – “Sulle corde della leggerezza”, “Uomo danzante su alligatore”, “L’uomo preso dalle parole” – immergono lo spettatore in un mondo parallelo, quasi fantastico, in cui Sofia Rondelli ci accompagna per mano in un cammino di conoscenza della natura universale. Alla ricerca di un mondo metafisico in cui tutto è celato e nel quale si incontrano sorprese, avventure e si vivono sentimenti ed emozioni a volte dimenticati, come la tenerezza di un abbraccio. Danza armonica di linee fluttuanti che – come in un immaginario onirico – compongono forme e figure che liberano la mente e aprono il nostro io interiore a mondi sconfinati, in cui l’orizzonte si perde in una nebbia soffice di colori ovattati e velati. Equilibrio, melodia delle forme e levità delle figure sottolineano l’armonia che pervade i quadri, rendendo l’osservatore libero di librarsi in uno spazio sereno, mai banale o frivolo. Piccoli segni, tratti, linee impercettibili con cui riesce a rendere i sentimenti, gli stati d’animo e le emozioni: semplicità disarmante e al tempo stesso profondità delle tematiche affrontate. L’artista attenua e sfuma la realtà dove sogno e concretezza si fondono e confondono.
Sofia Rondelli, mediante la tecnica dell’acquarello, induce il fruitore a soffermarsi con maggiore attenzione sui suoi quadri per poter cogliere l’essenza formale, ma anche gli elementi che costituiscono l’uomo, la natura e la vita nel suo complesso. Silenzi, pause e attese sono funzionali alla sua creazione riflessiva e meditativa.


Inaugurazione 20 ottobre 2010 ore 18:30
SpaziArti Ungallery è aperta tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle ore 17:00 alle ore 19:30.


Testo critico di StatArt, Daniela Pacchiana e Carmen Tatò

Sofia Rondelli – giovanissima artista di talento dalla spiccata sensibilità artistica – mostra già una personale e raffinata ricercatezza stilistica. Leggerezza, armoniosità corale, materia sottile e delicata sono le peculiarità delle sue opere. Danza armonica di linee fluttuanti che – come in un immaginario onirico – compongono forme e figure che liberano la mente e aprono il nostro io interiore a mondi sconfinati, in cui l’orizzonte si perde in una nebbia soffice di colori ovattati e velati. Forti e chiari sono i riferimenti al giapponesismo: semplicità, compostezza, delicatezza, matericità quasi impercettibile ed eterea rendono i segni e le linee tanto sottili ed eleganti.Elemento principale alla base della sua creazione è il rapporto con la superficie pittorica. La lenta preparazione del supporto – carta o tavola su cui poi prendono vita le figure – è frutto di un lungo processo di meditazione e d’ideazione. Sfruttando tutte le caratteristiche della tecnica dell’acquarello, Sofia Rondelli asseconda i tempi evolutivi della natura: silenzi, pause e attese sono funzionali alla sua creazione riflessiva e meditativa. Spesso le figure si dissolvono nello spazio con fragile delicatezza, diventando un tutt’uno con lo sfondo.

Non esiste separazione netta, ma le forme e le superfici si amalgamano. Si perde corposità, plasticità, dinamismo che si dissolve nella bidimensionalità del foglio. Modulazione di velature materiche, sovrapposizione di più immagini e composizione di più strati. Le campiture cromatiche e formali sono calibrate e ben calcolate. Il colore perde cromia attenuandosi su sfumature terree e quasi monocrome. In alcune opere si giunge a una composizione polimaterica. L’indeterminatezza della forma fa si che a un primo sguardo le opere paiano astratte. Sofia Rondelli, proprio attraverso la sua tecnica pittorica, induce il fruitore a soffermarsi con maggiore attenzione sulle opere per poter cogliere l’essenza formale ma anche gli elementi che costituiscono l’uomo, la natura e la vita nel suo complesso. I soggetti, pertanto, si compongono lentamente nella mente dell’osservatore come in Uomo danzante su alligatore. L’artista cerca in questo modo di attenuare la frenesia dei nostri tempi, spingendo lo spettatore a riflettere sulla sua condizione e sulla propria esistenza; ma ci fornisce anche la possibilità di un riscatto, di una speranza escatologica. Equilibrio, melodia delle forme e levità delle figure sottolineano l’armonia che pervade i quadri, rendendo l’osservatore libero di volare in un spazio sereno, mai banale o frivolo.

Si accede così a un universo parallelo, quasi fantastico, in cui Sofia Rondelli ci accompagna per mano in un cammino di conoscenza della natura universale. Alla ricerca di un mondo metafisico in cui tutto è celato e nel quale si incontrano sorprese, avventure e si vivono sentimenti ed emozioni a volte dimenticate, come la tenerezza di un abbraccio. Abbraccio notturno e Bambino sensibile. Assorbe le esperienze del quotidiano attraverso una rielaborazione e una sedimentazione nella coscienza, attendendo l’attimo in cui le forme si compongono e danno una visione poco convenzionale della verità del nostro io.Con piccoli segni, tratti, linee impercettibili riesce a rendere i sentimenti, gli stati d’animo e le emozioni: Ti salverò; Ricordo di un clown. Semplicità disarmante e al tempo stesso profondità delle tematiche affrontate, come in L’ebreo; Cavallo etrusco; L’uomo che chiedeva l’Africa. L’artista attenua e sfuma la realtà dove sogno e concretezza si fondono e confondono. Reale e irreale si avvicinano rompendo la sottilissima soglia che li separa. Il mondo infantile, del disegno e del graffitismo viene impiegato a fini espressivi e comunicativi. La parola, la scrittura, condensano i temi fondamentali affrontati dall’artista. Poesia e filosofia irrompono nei suoi quadri. A volte esiste l’impossibilità dell’uomo di esprimere e liberare il proprio universo introspettivo, il proprio Mare dentro, ma l’arte arriva in soccorso per dargli sfogo, per far esprimere ciò che è portiamo dentro: la nostra identità. Figure che piovono dal cielo e planano verso terra grazie a un paracadute di parole, frammenti di pensieri, come in Il collezionista di parole, La rete di pensieri e L’uomo preso dalle parole. L’anima dell’artista si manifesta perciò nella fragile tenerezza e silenziosa armonia che caratterizza i quadri, “che esprimono le diverse sfumature dell’universo interiore di cui ogni essere è dotato”.