Time For Rebirth



Il progetto installativo di Sofia Rondelli è delicatamente potente.

La ricerca di Sofia, nella poetica dei tratti dei suoi disegni e nella ricerca dei materiali su cui lavorare, carta o legno, esplode in tutta la sua forza nel progetto che ha ottenuto il maggior numero di voti durante la cena dei creativi: Time For Rebirth. Una mostra che diventa vero percorso fisico per il visitatore; avvolto nella espressività poliedrica di Sofia, tra illustrazioni, dipinti, musica, sculture e fotografie, il pubblico viene invitato a ritrovare uno spazio interiore di bellezza, a ricostruire il legame fragile tra sogno e realtà, vita e morte. E’ la celebrazione della Rinascita, nell'eterno dispiegarsi tra esistenza e perdita, nella malinconia soave del canto che ne celebra costantemente il rituale. Omaggio al regista Tarkovskij, la mostra vuole essere un vero momento di dialogo e ascolto.


L'assessore alla Cultura del Comune di Carrara, Andrea Zanetti, 26 giugno 2013

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Un tempo per custodire, meditare, assorbire i moti impalpabili della vita umana e il suo relazionarsi, sempre più difficoltoso, con gli spazi naturali. Un ambiente ricreato dove alberelli appesi, creature lignee e manifestazioni artistiche di vario genere, si combinano fra loro per restituire tutta la precarietà fisica di questo equilibrio messo costantemente a rischio. Sarà necessario, per coloro che vi entreranno, recuperare una capacità di natura diastematica; saper frapporre i giusti intervalli tra gesto e parola, silenzio e movimento, sguardo e ricerca interiore.


COS’E’ TIME  FOR  REBIRTH

Questo progetto nasce da una lungo percorso intrapreso all’interno del materiale cinematografico e letterario di Andrej Tarkovskij, regista sovietico che Layla Alexander-Garrett ha definito come “the Mt. Everest of the cinema world”. Questa installazione, oltre ad essere un’occasione per ricordare il grande cineasta, sarà un momento di raccordo collettivo dove la realtà contemporanea, defraudata dai suoi aspetti materialmente più grossolani, si metterà in stretto contatto con la liricità del pensiero tarkovskijano che tutt’ora riveste un ruolo decisivo nello scenario artistico contemporaneo. Punto di partenza è l’immagine dell’albero secco che, nella pellicola del 1986 (Offret), acquista una potenza a dir poco emblematica:

Un giorno un anziano nativo di Thivanda, dal nome di Pavve, prese un albero secco, lo piantò sulla montagna e ordinò a Giovanni Colobos di bagnare ogni giorno quell’albero secco versando un secchio d’acqua, sinché l’albero non fruttificasse. Ora non c’era dell’acqua se non molto lontano di là: bisognava partire il mattino per riportarla la sera. Alla fine del terzo anno, l’albero prese vita e diede frutti. Il vecchio colse un frutto e, portandolo alla chiesa dei fratelli, disse loro: “Avvicinatevi e assaporate il frutto dell’obbedienza”.

A. Tarkovskij, Diari martirologio,
Firenze, 2002, pp. 458-459

La ripetizione del gesto, scandito nel tempo con metodica ritualità, porteranno all'avvento del fenomeno miracoloso: la nascita di nuovi frutti da un albero che non dimostrava più alcuna parvenza di vita. La celebrazione della Rinascita dalle corde fragilissime che reggono l’esistenza e accudiscono il canto melanconico della perdita, qualsiasi essa sia.


UN’ESPERIENZA DI DIALOGO E DI ASCOLTO

Le persone saranno invitate ad entrare nello spazio allestito e a rapportarsi con i diversi oggetti. In fondo al locale, sarà presente un tavolo di legno con una matita e un quaderno bianco, aperto, posto al suo centro. Il pubblico sarà chiamato, in modo libero e indipendente, a scrivere un breve pensiero, una parola, o un segno grafico scaturito dopo il totale assorbimento dell’individuo con l’installazione stessa.


IL MESSAGGIO DI TIME FOR REBIRTH

Time For Rebirth, aspira ad un incontro con le singole individualità per mezzo di una comunanza immaginativa scaturita dal processo di osservazione, assimilazione e, per ultima fase, di creazione. E’ la ricerca di uno spazio interiore e spirituale all’interno della realtà fisica, un bisogno urgente di rivelare quanta bellezza si nasconda dietro la precarietà dell’esistenza, nel punto liminare tra la vita e la morte.

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La presentazione del mio progetto, durante la Cena dei Creativi
B&B Cà Bianca (Fosdinovo) - 21 giugno 2013




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