NU-SHU




Il giorno 31 ottobre 2013 alle ore 18.00,
presso la Galleria Europa a Lido di Camaiore
sarà inaugurata la mostra intitolata NU-SHU
dove esporranno:

Claudia Leporatti
Chiara Lera
Marilena Manzella
Sam Punzina
Sofia Rondelli


Nell'epoca imperialista cinese, dove l’uomo deteneva ogni potere, si sviluppò il Nu Shu, uno strano linguaggio segreto,
riservato al mondo delle donne e completamente ignorato dagli uomini. 

Veniva tramandato di madre in figlia, custodiva i ricordi di una vita o ne dava ad essa il senso stesso. Ad incrementare il fascino per questo alfabeto, che rimase segreto per secoli, sono le sue origini, ancora ammantate nel fascino del mistero. La leggenda narra che Nushu abbia più di duemila anni e che sia stata una giovane donna, data in sposa all’imperatore e presto prigioniera della corte imperale, inventò una scrittura per comunicare con le sue amiche e con il mondo in cui non poteva più ritornare. 

Abbandonando per un attimo la leggenda,
 il Nu Shu rimane l’unica lingua interamente inventata da donne per comunicare esclusivamente fra loro. La ragione storica della nascita di questa lingua si trova nella invece insita nella condizione di analfabetismo forzato in cui le donne venivano tenute. 

Il Nu shu, veniva letto anzi cantato, il suo scopo era di unire le donne accomunate dalla stessa sorte 
e di colorarne la vita, facendole sentire unite. 
Non sole, ma una parte di un tutto.

Le parole, anzi quei suoni erano capaci di far volare emozioni, liberare i pensieri, dimenticare il grigiore del quotidiano.Solo negli anni Cinquanta del secolo scorso, il Nu Shu venne studiato, perché erroneamente interpretato come un codice segreto di spionaggio internazionale e subito vietato dal Partito comunista.
In ogni caso nessun esperto fu capace di decifrarlo. Fu riconosciuto, invece negli anni Ottanta e subito ribattezzato "scrittura delle donne". Con i suoi 7.000 caratteri con forme curvilinee, che si discostano dalla scrittura ufficiale i cui caratteri sono di forma quadrata, con linee dritte. Il Nu shu, ha raccolto generazioni di storie e rimane un unicum linguistico e storico.
 In alcuni musei, si può ammirare l’eleganza di tale alfabeto, che spesso veniva ricamato, su abiti e ventagli.
Attualmente pare che siano solo due donne su una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, a saper leggerlo e scriverlo, oltre che parlarlo. 

Il Nu Shu, senza eredi, sembra sia destinato a scomparire.


Una foto che ritrae la galleria prima dell'inaugurazione

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