Cavallo di Nietzsche


Circa l'abbraccio al cavallo, non capisco perché se ne sia parlato tanto. 
Abbracciare un così nobile animale, non costituisce, di per sé, una prova di pazzia.
 Episodi di questo genere sono assai frequenti fra gli animi eletti. Piero Martinetti, per esempio, 
quando dal suo romitorio di Spineto si recava a Castellamonte, comperava un pacco di dolci
 e andava subito a trovare “un suo vecchio amico”, ossia un asino di proprietà di uno spazzino. 
Dopo avergli detto “caro collega, eccomu qua” gli dava le leccornie. 
Qualcosa di simile fece anche il Gobineau:
 un giorno vide un asinaio trattare così spietatamente il povero animale carico che, 
per far cessare il tormento, lo comprò, gli procurò alcuni giorni di riposo e di greppia ricca 
e poi lo cedette a padroni più umani.

La tragedia di Nietzsche a Torino 
 Anacleto Verracchia

Bompiani, 1997

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